Cosa vi ho ripetuto cento volte? Non esiste la verità in aula. C’è la tua versione dell’accaduto contro la loro, così funziona il sistema giudiziario. Non si tratta di ciò che è giusto, ma di chi racconta la storia più convincente!”. Con fare sprezzante e sicura di sé ci raggiunge – per l’intervista odierna – l’affascinante e “spietata” professoressa/avvocato Annalise Keating.

Premettiamo, a scanso di equivoci, che sarà un colloquio a tratti “scomodo” e “spigoloso”. D’altronde davanti a noi c’è l’affermata avvocatessa, nonché prof.ssa di Diritto Penale I, resa celebre dalla famosissima serie TV “How To Get Away With Murder” tradotto “Le regole del delitto perfetto” (serie televisiva trasmessa dalla ABC dal 25 settembre 2014 al 14 maggio 2020, per un totale di sei stagioni e novanta episodi).

Diretta e schietta l’avv. Keating la quale, senza che prima le venga posta la prima domanda, esordisce: “La domanda che mi fanno più spesso come avvocato difensore è se capisco se il mio cliente è innocente o colpevole. La mia risposta è sempre la stessa: non mi importa. E non perché io sia senza cuore — anche se potremmo parlarne — ma perché i miei clienti sono esattamente come tutti noi qui: bugiardi. E questo li rende imperscrutabili”.

Sarà davvero così? Si può essere totalmente imperscrutabili? “No”. Così una voce in lontananza, proveniente dall’oscurità degli studi, avvicinandosi continua: “Nella mia opera più celebre, L’uomo delinquente, sostengo come ci possa essere un rapporto diretto tra i tratti somatici di una persona e la sua indole dunque, studiando attentamente il volto, se ne può dedurre la pericolosità”.

Per chi non l’avesse ancora capito ci ha raggiunto anche il sig. Cesare Lombroso (Verona, 1835 – Torino, 1909), psichiatra e antropologo, considerato il padre della criminologia moderna: “Dott. Lombroso lei è un attimo in anticipo, ora siamo impegnati con l’avv. Keating che…”. Nemmeno il tempo di terminare la nostra frase che ci accorgiamo di come la sig.ra Annalise Keating avesse già abbandonato lo studio senza dire nulla, lasciandoci lì senza portare a termine l’intervista concordata. Sarà forse colpa del dott. Lombroso e della sua affermazione? “Non fai la storia facendo la simpatica”.

Una porta si chiude. Torna il silenzio.